venerdì 23 luglio 2010
16.07 - Da Grand Canyon a Las Vegas
La strada è alquanto noiosa e soprattutto caldissima!
Arriviamo stanchi al Venetian scarichiamo, sciacquatina e si parte, la notte a Vegas è lunga!
Il Venetian è incredibile, tra le ricostruzione è la meglio riuscita. Pur rimanendo di un kitsch pazzesco, in certi punti sembra davvero di passeggiare per le calli... non me ne voglia Toni per questa bestemmia!
L'esterno, se non fosse per l'errato posizionamento dei vari edifici sembra un incrocio fra la vera Venezia ed un Minimundus, di quelli che si trovano in entro Europa...
A questo punto, entriamo e facciamo la via dello shopping e dei ristoranti, lungo il Grand Canal (mi ricorda qualcosa...) coi ponti che saltellano di qua e di la e le gondole con tanto di gondolieri a strisce che per solo 16 dollari cadauno ti fanno fare il giro.
Ovviamente ci siamo rifiutati, sopratutto dopo aver scoperto il trucco! Ebbene si, notavo che questi gondolieri remavano poco e andavano a velocità "discreta"... o meglio, alla spinta non corrispondeva la velocità... ecco il trucco, sott'acqua noto una piccola elica che ruota... molto silenziosa... propulsione elettrica o nucleare come in Caccia ad Ottobre Rosso? Elettrica senza dubbio!
Possiamo a questo punto salire su una finta gondola elettrica con un finto gondoliere che canta 'o sole mio? Non vomito nel canale perchè riesco a distogliere lo sguardo in tempo!
Usciamo per "respirare" ai secchi 38 gradi e passiamo in rassegna il Mirage ed il Treasure Island. Siamo in orario per vedere lo spettacolo dei Pirati. Un vero e proprio mini musical con tanto di effetti incredibili, dai fuochi agli schizzi d'acqua, dagli alberi delle navi che si spezzano al galeone dei pirati che affonda! So popo forti 'sti ammmericani!
Torniamo a Venezia, questa volta per cominciare la notte di gioco, spuntino veloce e via ai tavoli... il bilancio non lo saprete mai! Privacy please!
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15.07 - Grand Canyon
Rapido risveglio nel lodge, corriamo a far colazione... la zona food del lodge fa schifo, va bene, domani rimedieremo, per oggi va così...
Ci incamminiamo sul bordo del canyon lungo il sentiero e facciamo circa metà del percorso a piedi (8km totali) dopo capitoliamo e prendiamo il bus che porta al punto di ristoro. Coca, tramezzino e bus per rientrare.
Presa l'auto, ci dirigiamo a nord per vedere altri scorci di canyon.
Ci mettiamo poco a capire che la camminata di stamattina non è valsa la pena... questa parte è più bella e sopratutto più comoda!
Arriviamo alla fine del parco facendo tutte le soste e nel rientrare incontriamo anche le renne, belle ed enormi, con le corna ricoperte di una specie di vellutino... scatta la foto di rito!
Riprendiamo la strada ma inizia a tramontare il sole e... non vorremmo mica farci sfuggire qualche scatto?
Il tramonto, seppur velato da qualche nube, svela il Grand Canyon in tutta la sua grandezza e nei sui colori sui toni del rosso. E' molto bello e suggestivo.
A questo punto, rientrare per cena in quel pessimo locale non ci fa impazzire, finiamo così nel ristorante del Lodge più costoso ed effettivamente non tradisce le aspettative, ne di qualità, ne di servizio, ne di conto finale!
Ora a nanna che domani si torna a Vegas!
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Ci incamminiamo sul bordo del canyon lungo il sentiero e facciamo circa metà del percorso a piedi (8km totali) dopo capitoliamo e prendiamo il bus che porta al punto di ristoro. Coca, tramezzino e bus per rientrare.
Presa l'auto, ci dirigiamo a nord per vedere altri scorci di canyon.
Ci mettiamo poco a capire che la camminata di stamattina non è valsa la pena... questa parte è più bella e sopratutto più comoda!
Arriviamo alla fine del parco facendo tutte le soste e nel rientrare incontriamo anche le renne, belle ed enormi, con le corna ricoperte di una specie di vellutino... scatta la foto di rito!
Riprendiamo la strada ma inizia a tramontare il sole e... non vorremmo mica farci sfuggire qualche scatto?
Il tramonto, seppur velato da qualche nube, svela il Grand Canyon in tutta la sua grandezza e nei sui colori sui toni del rosso. E' molto bello e suggestivo.
A questo punto, rientrare per cena in quel pessimo locale non ci fa impazzire, finiamo così nel ristorante del Lodge più costoso ed effettivamente non tradisce le aspettative, ne di qualità, ne di servizio, ne di conto finale!
Ora a nanna che domani si torna a Vegas!
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14.07 - Da Monument Valley a Grand Canyon
Lasciamo Kayenta di buon ora per intraprendere quella che sarà la tappa più lunga e con più posti da vedere.
Fa caldo ma sopportabile ed i circa un ora siamo in posto che la guida suggeriva di vedere. Si tratta di un vecchio trading post, con annessa casa del commerciante ricca di oggetti provenienti da luoghi lontani. Bello, forse un po' noioso, ma interessante.
Ripartiamo e stavolta si tira dritti verso sud, destinazione Paint Desert e Foresta Pietrificata.
Arriviamo, sosta tattica ed io ne approfitto per un doppio cheeseburger con dentro di tutto, mentre sara si guarda i pezzetti di legno pietrificato dello shop.
Entriamo pagando come al solito il "pedaggio" al ranger e cominciamo con le soste nel parco. Purtroppo il sole è velato e probabilmente smorza i colori della terra che rimangono comunque sorprendenti per le sfumature e le tonalità.
Superato il "painted desert", sempre nello stesso parco si arriva alla Foresta pietrificata. I tronchi sono di dimensioni varie, piccoli e grandi, ancora piantati a terra o caduti e spezzati in blocchi. Ciascuno con con i lucenti colori della pietra dal nero al rosso, dal grigio al celeste, secondo i minerali che lo hanno impregnato.
Finito il giro del parco, la sosta allo shop per acquistare la sezione di un tronco d'albero pietrificato viene effettuata secondo il rito di ogni buon viaggiatore.
Ci spingiamo verso Holbrook, cittadina tagliata dalla mitica Route 66, purtroppo, sono passate le 17 o 5 pm che dir si voglia ed i negozietti che vendono la qualunque a tema Route 66 sono chiusi... forse meglio così, portarsi in aereo un cartello stradale sarebbe stato complicato!
Proseguiamo verso la prossima meta, il cratere della meteora, un "buco" profondo oltre 200m e largo 1,2km formato dall'impatto di un meteorite 50.000 anni fa.
L'effetto che fa dal ciglio del cratere è impressionante e per dare un'idea delle dimensioni, sul fondo c'è il cartonato di un astronauta di un metro e novanta e bandierone americano 6x3... se non ci fosse stato scritto, non li avremmo mai visti! Nemmeno il 135mm della Nikon li rende decentemente visibili... è veramente enorme!
La passeggiata sul ciglio del cratere si conclude con un museo ed un'esposizione che spiegano come, quando e perchè dell'evento che ha originato il "buco".
Riprendiamo la strada e tra foreste, deserti e buchi, anche quello nello stomaco s'è allargato... raggiungiamo (a fatica, tra stanchezza e fame) Winslow un'altra cittadina sulla Route 66 dove ci sono diversi locali mangerecci. Quello che indicava la guida è già chiuso, ma sono appena le 21!
Girelliamo un po' per quei negozietti monotematici che ad Holbrook erano chiusi (senza acquistare cartelli stradali) e troviamo un locale dove si mangia e c'è un cantante folk (molto folk!) che suona passando dai Beatles a Springsteen a cantanti noti solo ai bifolchi locali!
Mangiamo l'ennesimo burger, senza birra perchè devo guidare... e non c'è nulla di peggio che addentare un perfetto paninazzo, con sottofondo folk, sulla Route 66 senza bere nemmeno una birra... e vedere sul tavolo dei vicini una schiumosa e freddissima caraffa da 3 litri di Budweiser!
Dato che "s'è fatta 'na certa", va bene che la strada per il Grand Canyon è ora tutta dritta, e quando dico dritta non intendo senza deviazioni, ma senza manco 'na curva, decidiamo quindi di incamminarci e raggiungeremo l'hotel alle 23 passate.
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sabato 17 luglio 2010
13.07 - Da Bryce Canyon a Monument Valley
Beh, lasciare il Bryce è dura, ma alla fine è piccino, l'abbiamo visto e stra-fotografato e quello che ci aspetta è veramente da applauso!
Partiamo non proprio di buon ora ma lungo il tragitto non abbiamo molte soste da fare, perlomeno sulla carta...
A circa metà strada raggiungiamo il Lake Powell, un bellissimo lago artificiale formato dalle acque del fiume Colorado e che accosta dei meravigliosi colori rossi della terra ad un azzurro intenso dell'acqua.
La meta è tra le più ambite dagli americani per trascorrere le vacanze sulle House Boat, delle barche che in realtà sono delle case galleggianti, brutte e squadrate, con le quali navigano tra le coste scoscese del canyon allagato.
La stravaganza è che su strada, in un paesaggio tra il montuoso ed il desertico, incontri enormi pick up dalle cilindrate inimmaginabili, che al garrese misurano oltre i due metri che trainano scafi di ogni genere... e finché non vedi il lago, non capisci che diavolo ci facciano tra le rocce quelle barche!
Breve sosta al Powell anche perchè la tempesta di vento e pioggia che abbiamo attraversato qualche miglio fa, sta arrivando inesorabilmente...
Riprendiamo la strada diretti, senza soste fino a Kayenta. Qui alloggiamo all'Holiday Inn, prendiamo la stanza e via verso il meraviglioso teatro della Monument Valley.
Entriamo nel parco già il panorama è di quelli che tolgono il fiato, il set dei migliori film western e non è sotto i nostri occhi... da ombre rosse a mission impossible... e ci tuffiamo nella strada sterrata che fa tutto il giro dei "monumenti".
La strada è discretamente impervia nel primo tratto ma temerari turisti mettono alla prova le loro berline a nolo... noi con la Caddy andiamo lisci, se non fosse per il polverone che alzano le auto che passano, soprattutto i fuoristrada dei Navajo locali che conoscono la strada e vanno a manetta... senza il classico grido di guerra indiano... ma quelli erano gli apache...
Torniamo al nostro giro che dura due ore di terra rossa e panorami incredibili, immersi in un silenzio irreale, con lo sguardo che se lascia i monumenti può spaziare praticamente all'infinito!
Certo, con tutta questa terra rossa, una bella birra... ma nada... nelle riserve indiane NON SI VENDONO BEVANDE ALCOLICHE!
Riemergiamo dallo sterrato verso le 19.30, il tramonto si avvicina e mentre Sara si guarda lo shop dei souvenir, mi precipito a prenotare un tavolo con vista sullo spettacolo per il tramonto. La cena sarà ottima, tutti piatti tipici Navajo e lo scenario, beh, difficile da raccontare, c'abbiamo provato con qualche foto che non riesce sicuramente a trasmetterne per intero la magia.
Rientramo che fa quasi buio e quei mastodontici monumenti di pietra rossa, che prima erano rossi, ora sono delle macchie scure nella penombra.
Domani si parte per il Grand Canyon...
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12.07 - Da Las Vegas a Bryce Canyon
La strada non è delle migliori, paesaggisticamente parlando... soprattutto per la prima ora e mezza di strada, poi comincia ad inerpicarsi per le montagne ed acquista fascino: l'attraversamento di una parte dello Zion Park, del Red Canyon (Red ovviamente per il rosso della roccia) ed infine l'arrivo al Bryce Canyon.
Prendiamo la stanza nel Ruby's Inn, molto folk e ci fiondiamo a vedere il canyon.
Paghiamo al "casello" nelle mani del Ranger che ci da le indicazioni: per vederlo tutto, facendo le soste con l'auto ed al massimo quattro passi a piedi, basta un ora e mezza. Ce la facciamo tranquillamente.
Su suggerimento del Ranger, arriviamo a fine canyon senza sosta per poi risalire e fare le varie fermate.
Inizia così una processione di paesaggi mozzafiato, colori incredibili per delle rocce, forme e dimensioni pazzesche... insomma, veramente bello!
L'ultima sosta è la più faticosa, Sara decide che è il caso di scendere un po' sul sentiero... scendere ok, che problema c'è? Ma poi, bisogna anche risalire!
Fortuna che il mio ostruzionismo in discesa, rende la successiva salita fattibile, se ci fossimo affidati alla sua curiosità, saremmo risaliti a dorso di mulo... ammeso di trovarne uno da queste parti!
Rientro in hotel, cena al ristorante non monopolista ma quasi ed io finalmente riesco a mettermi in pancia un ottimo piatto di costolette di maiale con salsetta texana... una squisitezza!
Domani si parte per la Monument Valley... altra bella tirata da 4 ore e passa di macchina... ma ormai siamo abituati!
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Prendiamo la stanza nel Ruby's Inn, molto folk e ci fiondiamo a vedere il canyon.
Paghiamo al "casello" nelle mani del Ranger che ci da le indicazioni: per vederlo tutto, facendo le soste con l'auto ed al massimo quattro passi a piedi, basta un ora e mezza. Ce la facciamo tranquillamente.
Su suggerimento del Ranger, arriviamo a fine canyon senza sosta per poi risalire e fare le varie fermate.
Inizia così una processione di paesaggi mozzafiato, colori incredibili per delle rocce, forme e dimensioni pazzesche... insomma, veramente bello!
L'ultima sosta è la più faticosa, Sara decide che è il caso di scendere un po' sul sentiero... scendere ok, che problema c'è? Ma poi, bisogna anche risalire!
Fortuna che il mio ostruzionismo in discesa, rende la successiva salita fattibile, se ci fossimo affidati alla sua curiosità, saremmo risaliti a dorso di mulo... ammeso di trovarne uno da queste parti!
Rientro in hotel, cena al ristorante non monopolista ma quasi ed io finalmente riesco a mettermi in pancia un ottimo piatto di costolette di maiale con salsetta texana... una squisitezza!
Domani si parte per la Monument Valley... altra bella tirata da 4 ore e passa di macchina... ma ormai siamo abituati!
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martedì 13 luglio 2010
11.07 - Las Vegas
Variazione sul tema, cambio di programma, chiamiamolo come volete, la morale è: si rimane a Vegas anzichè partire per Bryce...
La scusa ufficiale è il raffreddore di Sara, che in realtà è fortissimo, ma in fondo in fonfo le luci di Las Vegas di ieri non ci sono bastate!
Il caso ha voluto, che avessimo due notti al Bellagio prenotate al prezzo di una, comportamento tipico nel weekend quando gli hotel di Las Vegas tendono con queste offerte ad invogliare il turismo che paga "poco" l'hotel e poi lascia la biancheria intima al tavolo d gioco...
Comunicato il ritardo al Bryce, partiamo per la giornata in giro per la città... in auto stavolta!
Si comincia dall'Excalibur, una via di mezzo tra il castello di Disneyland ed il castello di Camelot, tutto medievale... carino? Particolare? Orrendo? mah, non saprei definirlo.
Passiamo poi al Luxor, in terra d'Egitto, l'hotel è una enorme piramide di cristallo con alla sommità un potentissimo faro che spara in alto e si narra sia visibile dallo spazio.
La ricostruzione dell'Egitto, sembra riuscita meglio dell'antica Roma...
Usciamo con l'auto ed attraversiamo la Strip per andare all'MGM.
E' sconfinato, ci perdiamo almeno tre volte... alla fine lo attraversiamo, vediamo lo zoo interno con i leoni (simbolo della MGM) ed usciamo a piedi sulla Strip per vedere i negozi della MnM's e della Coca Cola, entrambi pazzeschi per la quantità di merchandising che contengono. Che veramente di tutto!
Rientriamo all'MGM e lo riattraversiamo tutto... stavolta senza sbagliare finchè riprendiamo l'auto e ce ne andiamo al famoso Fashion Show Mall. Beh, credeteci, di centri commerciali ne abbiamo visti, ma sconfinato come questo... mai! E' veramente imbarazzante, non tanto per la quantità di negozi, quanto per gli spazi a disposizione!
Finiti i giochi, rientriamo al Bellagio per una seratina tra i tavoli!
E domani, se ci svegliamo, si parte per il Bryce Canyon!
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La scusa ufficiale è il raffreddore di Sara, che in realtà è fortissimo, ma in fondo in fonfo le luci di Las Vegas di ieri non ci sono bastate!
Il caso ha voluto, che avessimo due notti al Bellagio prenotate al prezzo di una, comportamento tipico nel weekend quando gli hotel di Las Vegas tendono con queste offerte ad invogliare il turismo che paga "poco" l'hotel e poi lascia la biancheria intima al tavolo d gioco...
Comunicato il ritardo al Bryce, partiamo per la giornata in giro per la città... in auto stavolta!
Si comincia dall'Excalibur, una via di mezzo tra il castello di Disneyland ed il castello di Camelot, tutto medievale... carino? Particolare? Orrendo? mah, non saprei definirlo.
Passiamo poi al Luxor, in terra d'Egitto, l'hotel è una enorme piramide di cristallo con alla sommità un potentissimo faro che spara in alto e si narra sia visibile dallo spazio.
La ricostruzione dell'Egitto, sembra riuscita meglio dell'antica Roma...
Usciamo con l'auto ed attraversiamo la Strip per andare all'MGM.
E' sconfinato, ci perdiamo almeno tre volte... alla fine lo attraversiamo, vediamo lo zoo interno con i leoni (simbolo della MGM) ed usciamo a piedi sulla Strip per vedere i negozi della MnM's e della Coca Cola, entrambi pazzeschi per la quantità di merchandising che contengono. Che veramente di tutto!
Rientriamo all'MGM e lo riattraversiamo tutto... stavolta senza sbagliare finchè riprendiamo l'auto e ce ne andiamo al famoso Fashion Show Mall. Beh, credeteci, di centri commerciali ne abbiamo visti, ma sconfinato come questo... mai! E' veramente imbarazzante, non tanto per la quantità di negozi, quanto per gli spazi a disposizione!
Finiti i giochi, rientriamo al Bellagio per una seratina tra i tavoli!
E domani, se ci svegliamo, si parte per il Bryce Canyon!
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10.07 - Da Death Valley a Las Vegas
Ci alziamo di buon ora ed alle 8 siamo già on the road. Sfruttando le ore "fresche" ovvero sotto i 110°F andiamo a Bad Water, il punto più basso del continente americano, circa -85 m. sotto il livello del mare!
Il caldo, ovviamente è pazzesco, il sole cocente aggravato dalla distesa di sale bianco su cui camminiamo per vedere il terreno spaccato!
Breve passeggiata (mezzora!) sul sale, seguita da lunghissima bevuta di acqua appena messo piede in auto!
Ripartiamo, mancano Zabriskie Point, noto per l'omonimo film di Antonioni degli anni '60 e Dante's Peak, il cucuzzolo da cui si può ammirare la vallata nel suo intero.
Tornando da Bad Water, giriamo su una strada a ferro di cavallo detta Artist Drive, dove la terra assume dei colori incredibili per via dei vari minerali e sembra la paletta di un pittore! Pazzesco, sia il colore che il calore!
Riprendiamo la via e Zabriskie Point passa molto in fretta, bello, ma il caldo aumenta.
Saliamo a Dante's Peak, in quota, la temperatura scende sotto i 100°F, sembra quasi che faccia fresco! Situazione irreale!
La vallata da qui è sensazionale, facciamo foto e video e riscendiamo, prossima tappa Las Vegas.
L'autostrada corre nel deserto, siamo passati in Nevada, finalmente, i limiti salgono a 70 mph... più strada in meno tempo...
E' fantastico come ad un tratto, dopo aver attraversato deserti e montagne, paesi in cui si deve rieleggere lo sceriffo, autostrade nel nulla, ad un tratto, dietro ad una curva: i grattacieli!
E' Las Vegas...
Arriviamo al Bellagio, parcheggiamo, scarichiamo. Check In e saliamo in camera, al 21° piano con vista non sulla Strip, purtroppo, ma sulle piscine dell'Hotel che sono bellissime.
La camera neanche a dirlo è da mille ed una notte, con un bagno immenso, e tutta vetrata.
Scendiamo in breve tempo e cominciamo a vedere il Casinò. Ci affacciamo al balcone centrale e proprio in quel momento partono le fontane. Lo spettacolo è bellissimo, fanno dei getti altissimi e si muovono a ritmo di musica.
Lasciamo il Bellagio, dove risediamo, per visitare il vicino Caesar Palace, un tuffo nella Roma imperiale, riveduta e corretta nella migliore tradizione del kitch americano.
Errori madornali nelle ricostruzioni, statue totalmente inventate, ma nell'insieme coerenti. Arriviamo a Fontana di Trevi ed il disgusto monta, ma basta una pepsi per buttarlo giù.
Lasciamo il Caesar Palace, ripassando per il Bellagio, ci avviamo con il treno interno agli hotel verso il Montecarlo, nulla di strabiliante, passiamo attraverso, il nostro obiettivo è New York, New York.
Entriamo sul ponte di Brooklin (dimensione 1:5) poi passiamo sotto la Statua della Libertà, tutto all'ombra di una fitta rappresentanza di palazzi: ci sono L'Empire ed il Chrysler immediatamente riconoscibili ed un rollercoaster che fa le sue evoluzioni in mezzo.
Dentro, superato il casinò, si arriva in pieno Greenwich Village, una ricostruzione stranamente ben fatta, sembra veramente di essere li! Mancano solo i macchinoni che scaricano ragazzi nei locali...
Purtroppo Sara s'è beccata un raffreddore nella Death valley che ci obbliga ad andare a dormire...
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Il caldo, ovviamente è pazzesco, il sole cocente aggravato dalla distesa di sale bianco su cui camminiamo per vedere il terreno spaccato!
Breve passeggiata (mezzora!) sul sale, seguita da lunghissima bevuta di acqua appena messo piede in auto!
Ripartiamo, mancano Zabriskie Point, noto per l'omonimo film di Antonioni degli anni '60 e Dante's Peak, il cucuzzolo da cui si può ammirare la vallata nel suo intero.
Tornando da Bad Water, giriamo su una strada a ferro di cavallo detta Artist Drive, dove la terra assume dei colori incredibili per via dei vari minerali e sembra la paletta di un pittore! Pazzesco, sia il colore che il calore!
Riprendiamo la via e Zabriskie Point passa molto in fretta, bello, ma il caldo aumenta.
Saliamo a Dante's Peak, in quota, la temperatura scende sotto i 100°F, sembra quasi che faccia fresco! Situazione irreale!
La vallata da qui è sensazionale, facciamo foto e video e riscendiamo, prossima tappa Las Vegas.
L'autostrada corre nel deserto, siamo passati in Nevada, finalmente, i limiti salgono a 70 mph... più strada in meno tempo...
E' fantastico come ad un tratto, dopo aver attraversato deserti e montagne, paesi in cui si deve rieleggere lo sceriffo, autostrade nel nulla, ad un tratto, dietro ad una curva: i grattacieli!
E' Las Vegas...
Arriviamo al Bellagio, parcheggiamo, scarichiamo. Check In e saliamo in camera, al 21° piano con vista non sulla Strip, purtroppo, ma sulle piscine dell'Hotel che sono bellissime.
La camera neanche a dirlo è da mille ed una notte, con un bagno immenso, e tutta vetrata.
Scendiamo in breve tempo e cominciamo a vedere il Casinò. Ci affacciamo al balcone centrale e proprio in quel momento partono le fontane. Lo spettacolo è bellissimo, fanno dei getti altissimi e si muovono a ritmo di musica.
Lasciamo il Bellagio, dove risediamo, per visitare il vicino Caesar Palace, un tuffo nella Roma imperiale, riveduta e corretta nella migliore tradizione del kitch americano.
Errori madornali nelle ricostruzioni, statue totalmente inventate, ma nell'insieme coerenti. Arriviamo a Fontana di Trevi ed il disgusto monta, ma basta una pepsi per buttarlo giù.
Lasciamo il Caesar Palace, ripassando per il Bellagio, ci avviamo con il treno interno agli hotel verso il Montecarlo, nulla di strabiliante, passiamo attraverso, il nostro obiettivo è New York, New York.
Entriamo sul ponte di Brooklin (dimensione 1:5) poi passiamo sotto la Statua della Libertà, tutto all'ombra di una fitta rappresentanza di palazzi: ci sono L'Empire ed il Chrysler immediatamente riconoscibili ed un rollercoaster che fa le sue evoluzioni in mezzo.
Dentro, superato il casinò, si arriva in pieno Greenwich Village, una ricostruzione stranamente ben fatta, sembra veramente di essere li! Mancano solo i macchinoni che scaricano ragazzi nei locali...
Purtroppo Sara s'è beccata un raffreddore nella Death valley che ci obbliga ad andare a dormire...
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